In altre parole, i cambiamenti non saranno immediati, ma modificheranno gradualmente il rilascio e il controllo delle patenti di guida in tutta Europa. Tuttavia, un'analisi più approfondita dei dettagli di questa riforma mostra che alcune misure rimangono relativamente flessibili: gli Stati membri conservano un certo margine di manovra nell'adattare diverse disposizioni.
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Il periodo di validità è ora limitato.
Uno dei cambiamenti più importanti riguarda il periodo di validità delle patenti di guida. Fino ad ora, alcune patenti di guida – soprattutto i vecchi documenti rosa che molti francesi possiedono ancora – erano valide a vita. La riforma europea prevede ora un periodo di validità massimo di 15 anni per le patenti di guida per auto e moto.
In alcuni paesi in cui la patente di guida funge anche da documento di identità ufficiale, il periodo di validità potrebbe essere ridotto fino a dieci anni. In particolare, le vecchie patenti di guida dovranno essere gradualmente sostituite da un nuovo formato europeo con data di scadenza. Secondo la Direzione generale per la comunicazione del Parlamento europeo, gli Stati membri dispongono di un lungo periodo transitorio per attuare questa modifica, che potrebbe protrarsi fino al 19 gennaio 2033.
Il nuovo periodo di validità decorre dal prossimo rinnovo della patente di guida, dopo cinque, dieci o vent'anni, a seconda dei casi. I titolari di vecchie patenti di guida non sono quindi tenuti a sostituirle immediatamente. Possono continuare a utilizzarle fino alla data di rinnovo.
La riforma prevede anche norme speciali per i conducenti di età superiore ai 65 anni. Gli Stati membri possono ridurre la validità delle loro patenti di guida e richiedere visite mediche più frequenti o corsi di aggiornamento. Tuttavia, tale misura non è obbligatoria: ogni Paese è libero di adottarla.
La riforma include anche modifiche alla procedura per ottenere o rinnovare la patente di guida. I deputati europei intendono introdurre visite mediche, comprese visite oftalmologiche e cardiovascolari, per accertare che i conducenti possiedano l'idoneità fisica necessaria per una guida sicura.
Anche in questo caso, però, gli Stati membri mantengono un certo margine di discrezionalità. Possono decidere di sostituire la visita medica con un sistema di autovalutazione o con altri metodi di valutazione stabiliti a livello nazionale. In pratica, quindi, la visita medica non sarà obbligatoria in modo sistematico in Europa.
Si prevede che l'esame di guida sarà più impegnativo. In futuro, i candidati saranno valutati sulla base di nuovi aspetti relativi allo sviluppo delle moderne tecniche di guida. Ulteriori domande ed esercizi riguarderanno argomenti come i pericoli legati all'angolo cieco, l'uso dei sistemi di assistenza alla guida, come aprire in sicurezza le portiere dell'auto per evitare collisioni con i ciclisti e i rischi di distrazione derivanti dall'uso del cellulare.
Le autorità europee intendono inoltre sensibilizzare gli utenti della strada più vulnerabili. I programmi di formazione devono concentrarsi maggiormente sui rischi per pedoni, bambini, ciclisti e utenti di monopattini e altri mezzi di trasporto.
Le sanzioni si applicano anche all'estero.
Un altro aspetto importante della riforma riguarda i reati commessi all'estero. Finora, alcuni automobilisti sono riusciti a evitare la punizione commettendo un reato in un altro paese europeo.
Gli Stati membri devono ora migliorare lo scambio di informazioni al fine di combattere questa forma di impunità. Se un conducente commette un reato grave in un altro Paese dell'UE, ciò può essere segnalato automaticamente alle autorità che gli hanno rilasciato la patente di guida.
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Le autorità nazionali devono scambiarsi rapidamente decisioni sulle sanzioni più severe, come la guida sotto l'influenza di alcol o droghe, il coinvolgimento in un incidente mortale o reati di eccesso di velocità molto gravi, ad esempio il superamento del limite di velocità di oltre 50 km/h.
Periodo di prova esteso per i giovani
La riforma introduce anche cambiamenti significativi per i giovani conducenti. Un periodo di prova di almeno due anni diventerà la norma per tutti i neopatentati. Durante questo periodo, le infrazioni al codice della strada, in particolare la guida in stato di ebbrezza o senza indossare la cintura di sicurezza, saranno punite più severamente.
Le nuove normative consentono inoltre ai diciassettenni di ottenere la patente di guida, ma fino al raggiungimento della maggiore età potranno guidare solo sotto la supervisione di un adulto esperto, nell'ambito del loro percorso di formazione alla guida.
Infine, la riforma apre anche maggiori opportunità nel settore dei trasporti professionali. I giovani dai 18 anni in su possono ora sostenere l'esame per la patente di guida per autocarri (categoria C), mentre l'esame per la patente di guida per autobus (categoria D) è possibile a partire dai 21 anni, a condizione che si disponga del relativo certificato di qualifica professionale.
In definitiva, questa riforma europea mira ad armonizzare gradualmente le normative relative alle patenti di guida nell'Unione europea. Sebbene alcune misure continueranno a variare da paese a paese, nei prossimi anni i conducenti dovranno adattarsi a un sistema più moderno, con una maggiore attenzione alla sicurezza stradale.
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